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Coronavirus: R0, ceppi e attenzioni

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Siamo nella cosiddetta fase 2 dove a farla da padrona nel dibattito pubblico stanno entrando (giustamente) i discorsi economico, ma lo sapete qua si parla di scienza pura e quindi cercherò di fare luce su un po' di discorsi scientifici che potrebbero comunque aiutarci a gestire questa fase. Il concetto di R0 e la "danza" Oramai tutti hanno fatto familiarità con il cosiddetto R0 e l'idea che questo numero sia importante per monitorare l'evoluzione della malattia sul territorio. Nella realtà si dovrebbe parlare di Rt cioè quel valore di R che si evolve nel tempo e che consente di vedere come le misure di contenimento o di riapertura prese influiscano sull'andamento dell'epidemia. Curve di crescita con diversi R0 in 3 mesi R0 infatti indica il potere di una nuova malattia infettiva di espandersi in un territorio "vergine". Si tratta quindi di un parametro che implica che tutta la popolazione sia suscettibile alla malattia, ma che è a...

Coronavirus: gli effetti ambientali

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Dai canali puliti di Venezia agli animali in città fino all'aria più pulita. La minor presenza dell'uomo per le strade a causa del lockdown sta facendo vedere come la natura possa riprendersi i suoi spazi. Per ora, non abbiamo studi scientifici che misurano in maniera rigorosa l'impatto della ridotta attività umana sull'ambiente. Sono comunque disponibili un po' di dati: vediamoli assieme. Il biossido di azoto Una delle immagini più significative sono quelle satellitari che dimostrano come il biossido di azoto (NO 2 ) sia diminuito nell'atmosfera delle zone che hanno di più subito il lockdown. Le immagini derivano dal progetto Copernicus . Il biossido di azoto è prodotto da centrali elettriche , veicoli e altre strutture industriali e può avere un impatto significativo sulla salute umana, aumentando la probabilità di sviluppare problemi respiratori . Le concentrazioni di biossido di azoto nella nostra atmosfera variano ampiamente di giorno in giorno a c...

Coronavirus: un aggiornamento e focus sui vaccini

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A più di un mese dal lockdown vediamo come sta andando e cerchiamo di capire a che punto è la ricerca di un vaccino Coronavirus: i numeri in Italia Gli effetti del lockdown iniziano a farsi vedere. Nonostante i numeri ancora alti ci sono buoni segnali. Il primo è il calo delle delle terapie intensive . So che dal grafico non si evince tanto, ma dal 4 aprile le persone bisognose di terapia intensiva è sceso di 882 unità, passando dalle dalle 4068 del 3 aprile (massimo storico) alle 3079 del 15 aprile (fine grafico). Sono scese, anche se con meno continuità, le persone che richiedono ospedalizzazione non in terapia intensiva, passando nello stesso arco di tempo dalle 28741 persone alle 27643 (15 aprile). Aumentano le persone in isolamento con sintomi lievi. Negli ultimi giorni è anche diminuito il tasso di crescita dei nuovi casi. Tuttavia contestualizzerei questa diminuzione con un diminuito numero dei tamponi processati, probabile effetto delle festività di Pasqua e Pasque...

Coronavirus: cosa sappiamo finora?

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Il Coronavirus ci sta ancora costringendo a casa e molti di noi non stanno lavorando, ma la scienza sì. In questo articolo cercherò di fare il punto su alcuni aspetti di questo virus e di questa malattia. Nessuna delle indicazioni e delle affermazioni vorrà sostituire il parere medico, nel caso si sospettasse di avere contratto questo nuovo coronavirus bisogna contattare il medico curante secondo le indicazioni previste. Le origini Come è noto questo virus ha avuto origine da un evento di spillover . Lo spillover è un evento naturale che consiste in una mutazione che fa sì che un organismo che infetta una specie animale riesca ad infettarne un'altra diversa da quella di origine. Che questo coronavirus si sia originato dai pipistrelli ormai ci sono pochi dubbi. Come dimostrato da Nature e altre ricerche ci sono state alcune mutazioni specifiche che hanno indotto questo virus a poter infettare gli umani. La " creazione in laboratorio " paventata da alcune teori...